"L’uomo crede di volere la libertà, in realtà ne ha una grande paura. Perché? Perché la libertà lo obbliga a prendere decisioni e le decisioni comportano rischi" (Erich Fromm)

LA SCUOLA CHE ACCOGLIE E LA LEGGE 119/2017


La Scuola Che Accoglie nasce spontaneamente nel mese di luglio 2017, grazie alla volontà di dirigenti scolastici, professori, insegnanti, educatori e personale amministrativo, tecnico e ausiliario che operano su tutto il territorio italiano all’interno delle scuole, delle università e dei servizi educativi e di formazione

La Scuola Che Accoglie
  • si identifica con la Scuola stessa e ne salvaguarda l’identità come istituzione che svolge un servizio pubblico aperto a tutti
  • promuove l’inclusione nelle Istituzioni scolastiche di tutti gli operatori scolastici e di tutti gli alunni, indipendentemente dal loro stato vaccinale
  • promuove esempi di costituzionalità e di legalità
  • tutela la privacy degli operatori scolastici e degli studenti, contro ogni forma di emarginazione e di bullismo sociale
  • è democratica e non impone un’unica verità assoluta, non esclude, è sopra le parti, sostiene i diritti di tutti - adulti e minori - e rappresenta un luogo di condivisione e di accoglienza delle idee di ciascuno
  • stimola lo sviluppo di opinioni proprie, fornisce gli strumenti per costruirle e insegna il rispetto delle opinioni
  • promuove un rapporto di collaborazione e di fiducia tra Scuola, alunni e famiglie
  • è presente a manifestazioni, incontri e convegni di varia natura, attraverso figure professionali che operano nella Scuola e che intervengono a nome de La Scuola Che Accoglie su tematiche direttamente connesse alla qualità della relazione educativa e alla tutela delle libertà nelle scuole italiane.

La Scuola Che Accoglie si propone di condurre una pacifica rivoluzione culturale che possa portare alla modifica del Testo coordinato del decreto-legge n. 73/2017 e della Legge n. 119/2017, che prevedono una graduale esclusione da tutti gli istituti scolastici italiani dei bambini non vaccinati da 0 a 6 anni, etichettandoli come “pericolosi” per gli altri. Il rischio che tali bambini corrono è quello di essere fortemente discriminati ed emarginati.